Elizabeth Frolet
home news opere profilo contatti link credits
portante del primo video "La vie en noir", ma questa volta
le immagini sono accompagnate dalle parole di un poema. Il
secondo video "Volières" racconta anch'esso di una
metamorfosi, ma il suo linguaggio è differente, lo vorrei
definire analogico, nel senso che si tratta della
rappresentazione di una grandezza fisica mediante una sua
analoga. La grandezza fisica è sempre l'essere umano, nella
fattispecie il contorno appena accennato di una testa di
donna, un disegno entro il quale compaiono, come prodotti
dal suo pensiero, un uccello in gabbia, un corvo, uno stormo
di uccelli in volo, una bambina, una donna, un uomo, delle
nuvole, degli alberi. Il ritmo incalzante delle immagini, il
suono del volo, il cinguettio degli uccelli, la colonna
sonora, fanno avvertire un forte senso di transitorietà, di
desiderio, di potenzialità in genere. Rappresentano
l'annullamento del confine tra vita e rappresentazione,
un'apertura laterale dell'arte verso quel bisogno biologico
che da sempre ha costituito la causa principale della sua
esistenza. E se è vero che quel po' che conosciamo è ciò che
ci circonda, è anche vero che esiste un numero infinito di
possibilità di mettere in relazione le cose e gli esseri
viventi, i pensieri e i ricordi, le azioni e le fantasie, le
1 < 2 < > 4 > 5 > 6