Elizabeth Frolet
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costante dell'essere umano fin dall'antichità (impossibile
non pensare allo sfortunato volo di Icaro). Così come l'arte
di trarre gli auspici dal volo degli uccelli è fra le più
antiche forme di divinazione. Strettamente legato al
concetto di volo è anche quello di migrazione: il volo degli
uccelli dalle aree di nidificazione ai siti di svernamento e
il loro successivo ritorno. Nel XVIII secolo Linneo credeva
che in autunno le rondini si immergessero nelle paludi
gelate, da dove riaffioravano in primavera in forma di
anfibi. Una teoria della trasmutazione delle specie che
trova origine addirittura nel pensiero di Aristotele (IV
sec. a.C.), forse il primo a riportare considerazioni sulle
migrazioni degli uccelli nel suo "Historia animalium",
seguito nei secoli successivi da personalità come Plinio il
Vecchio (I sec. d.C.) o come il naturalista francese Buffon
(XVII sec.). Il fatto è che da oltre 100 milioni di anni le
migrazioni degli uccelli costituiscono uno dei fenomeni più
affascinanti e misteriosi del mondo naturale e che esso
avviene sempre per poter raggiungere lo stesso obiettivo
finale: sopravvivere! In quanto alla simbologia legata al
corvo, credo che non ci sia cultura al mondo che lo abbia
ignorato. Nell'antica Grecia il corvo è legato alla figura
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